Tuesday, March 13, 2012

Il 2012: nessun miglioramento sul fronte dell’occupazione e conseguente crollo dei consumi


Entrate familiari e consumi sono strettamente interconnessi e a fronte di una massiccia tassazione e relativa sottrazione di risorse c'è stato un crollo dei consumi ormai a livello degli anni '80.
Come rilevato da un report di intesa San Paolo: il 2012 non sarà meglio nè sul fronte dei rincari nè su quello della disoccupazione, tant'è che il calo di occupati ha prodotto un effetto beffardamente positivo, ovvero il calo di incidenti sul lavoro.
La recessione ampiamente prevista è stata ormai confermata definitivamente e il pieno di gasolio ha raggiunto livelli elevati (il costo di un pieno di una media cilindrata sfiora i 100 euro) e, inspiegabilmente, quando il prezzo del barile scende, i prezzi rimangono invariati; mentre appena le borse danno notizia di un probabile aumento del petrolio, la corsa al rialzo continua imperterrita. Dico inspiegabile ma potrebbe anche essere spiegabile con un cartello dei petrolieri e i pochi centesimi che fanno di sconto alcune compagnie che suonano come una solenne buggeratura.
Di conseguenza, c'è una notevole incidenza del costo del carburante sul trasportoche avviene per il comparto agroalimentare prodotto a distanza rispetto al luogo di consumazione oppure viene trasportato a grande distanza per poi essere riportato nel luogo ove era stato prodotto al fine di essere consumato. Facciamo un esempio: un produttore di albicocche del napoletano invia i propri BINS al MOF di fondi, che dista circa 140 km. Qui viene suddiviso in cassette una parte delle quali torna nei luoghi di origine, raddoppiando il percorso fatto dalla frutta e così i costi di trasporto.
I cittadini si organizzano creando gruppi di acquisto (per i cosiddetti prodotti a km zero), ma ovviamente è difficile diffondere questo nuovo modo di consumare, ad un livello capillare. Gli aumenti, subìti per effetto delle tasse, di tutti i prodotti, vanno ad innescare un processo di aumenti incontrollati degli stessi, come quello di un cane che si morde la coda. L'attuale governo, così come i precedenti, non vuole tagliare la spesa pubblica e il numero di dipendenti della Pubblica Amministrazione, che ormai ha raggiunto lo stratosferico numero di 3,7 milioni, che aggiunti a coloro che "vivono della politica", pari ad 1,3 milioni, sono pari all'8,5% della popolazione nazionale.
Tagliare la spesa (per esempio non sostituendo nella P.A. chi va in pensione con nuovi assunti) potrebbe essere un segnale, che dato ai mercati internazionali, farebbe abbassare lo spread su valori accettabili, e dare un po' di ossigeno alle ormai asfittiche finanze delle famiglie Italiane.
Questa è la riprova di come una classe di gabellai impettiti ed ingessati, la quale unica aspirazione è quella di istituire un Nobel della tassa, non riesce a far altro che produrre tasse su tasse, che vanno solo ad aggravare la situazione finanziaria, già critica, di milioni di famiglie, al solo ed unico scopo di salvaguardare le caste fin qui autoinstauratesi, deprimere i consumi e di conseguenza creare nuovi poveri.

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